Che delusione! Dopo l’inaspettato stop alla Legge sulla Mobilità Ciclistica, FIAB ricorda l’urgenza e la convenienza di investire sulle due ruote.

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«Che delusione!»

Dopo l’inaspettato ‘stop’ di ieri all’iter di approvazione della Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica, FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta ricorda l’urgenza e la convenienza di investire sulle due ruote.

Un segmento d’infrastruttura ciclabile lungo 1 km può generare, ogni anno, un guadagno per l’intera collettività pari a 150 mila euro.

Milano, 20 ottobre 2016 – È totale la delusione, unita a un senso di amarezza e forte rabbia, che FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta esprime, attraverso la presidente Giulietta Pagliaccio, per lo “stop” avvenuto ieri all’iter di approvazione della Legge Quadro per la Mobilità Ciclistica presentata lunedì 17 ottobre al Parlamento dal relatore on. Paolo Gandolfi - dell’Intergruppo Parlamentare per la Mobilità Nuova e Ciclistica - dopo oltre due anni di lavori e revisioni.

Una mancata approvazione, che sembrava ormai imminente, giustificata dalla mancanza di un parere tecnico della Commissione Bilancio relativo alla copertura finanziaria del provvedimento. Uno stop che sembra, però, sancire la definitiva condanna della legge all’oblio.

“Adesso basta – tuona Giulietta Pagliaccio, presidente FIAB – Basta dire quanto siamo bravi e belli a impegnarci per lo sviluppo della mobilità sostenibile che fa tanto bene all’ambiente e alla salute. Si deve finalmente avere il coraggio di affrontare l’argomento da un’altra prospettiva: parliamo di soldi e di come sia conveniente investire nella ciclabilità e nelle relative infrastrutture che, a differenza delle “grandi opere”, portano risultati nel breve periodo e con guadagni per l’intera collettività”.

Secondo un autorevole studio condotto dalla città di Copenhagen*, infatti, un segmento d’infrastruttura ciclabile lungo 1 km porta un guadagno netto di 42 centesimi per ogni ciclista che lo percorre, mentre lo stesso km fatto in auto genera una perdita di 3 centesimi. E, poiché la matematica non è un’opinione, è facile comprendere come il ritorno generato da quel km, percorso da una media di mille ciclisti, sia di 420 euro al giorno, di fatto oltre 150.000 euro in un anno.

“La Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica era funzionale per sostenere, anche in Italia, una nuova politica nazionale che, con un rinnovato approccio, potesse dare seguito alle ormai note esigenze di città soffocate dal traffico e dall’inquinamento – afferma ancora Giulietta Pagliaccio. - L’80% della popolazione italiana vive all’interno di agglomerati urbani ed è dunque urgente agire sulle necessità di mobilità quotidiana delle persone con interventi realizzabili in tempi brevi e con investimenti che possano garantire risultati immediati e ritorni economici per l’intera società”.

“Ci auguriamo adesso - conclude la presidente FIAB - che almeno la Legge di Stabilità includa in modo specifico altre risorse per la mobilità ciclistica chiaramente identificabili, senza diluirle sotto l’ampio cappello della mobilità sostenibile dentro cui, ogni volta, la bicicletta resta la cenerentola rispetto ad altri interventi come, ad esempio, per l’auto elettrica.”

* Studio “Copenhagen City of Cyclists” 2010 - www.cycling-embassy.dk/wp-content/uploads/2011/05/Bicycle-account-2010-Copenhagen.pdf

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